"La Chiesa ortodossa in Finlandia ha vissuto diverse vicende, anche di dolore, dispersione e persecuzione, negli ultimi secoli, a seguito delle contese territoriali e politiche dovute ai due stati vicini di Svezia e Russia". Lo ha detto questa mattina a Grottaferrata (Roma), durante i lavori del convegno internazionale presso l’abbazia di S. Nilo, l’archimandrita Sergei, abate del monastero finlandese di Nuova Valamo. "Tali vicende hanno segnato ma non piegato le comunità ortodosse finlandesi, anzi – ha aggiunto p. Sergei – hanno favorito contatti fruttuosi con i fedeli luterani e cattolici.La comunità ortodossa finlandese si è particolarmente ricostituita negli anni più recenti, a seguito degli eventi dopo la caduta del Muro. Migliaia di immigrati sono infatti tornati in Finlandia dalla Russia e da altri paesi dell’area dopo decenni di dispersione. Nel panorama culturale e spirituale di un paese come la Finlandia i fedeli ortodossi possono quindi giocare un ruolo significativo e stimolante, al pari della comunità cattolica, anche minoritaria ma molto viva".
“La Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse di Finlandia sono libere rispetto ai conflitti storici e alle divisioni che hanno caratterizzato la situazione nel sud est dell’Europa. Rispetto ai contesti Luterani prevalenti e alla cultura post protestante, la comune natura delle due Chiese apostoliche non appare così visibile altrove, come in Finlandia”: lo ha aggiunto fr. Seraphim Seppiala, nella sua relazione su “Figure e momenti significativi della storia ortodossa in Finlandia”.
“Per questa ragione – ha proseguito il relatore – si spera che il futuro possa vedere una maggiore e più chiara cooperazione tra i cattolici e gli ortodossi in Finlandia, specialmente nel campo della cultura religiosa”.