RU486: TARZIA (MPV), "CON LA PILLOLA ABORTIVA CONSEGUENZE PSICOLOGICHE DEVASTANTI PER LE DONNE. SERVE INFORMAZIONE SCIENTIFICA CORRETTA"

"Non è vero che un aborto condotto con la pillola abortiva è per la donna meno traumatico di un  aborto chirurgico. Una madre che abortisce con l’RU486 vive un trauma ancora più grande perché è lei stessa, con un’azione attiva, ad assumere una sostanza letale per il suo bambino. In Francia, dove l’uso della pillola abortiva è consentito, ci si sta accorgendo che le conseguenze psicologiche per le donne sono devastanti". Lo ha affermato ieri sera il presidente del comitato "Donne e vita", Olimpia Tarzia, in occasione della riapertura dei lavori dell’associazione, nata  per sostenere l’astensione nel referendum sulla fecondazione assistita. Tema dell’incontro "L’Europa, la scienza e le nuove tecnologie contro la vita". "Oggi più che mai – ha aggiunto – occorre divulgare un’informazione scientifica chiara e corretta, perché su questi argomenti c’è ancora tanta confusione". Per esempio, ha aggiunto tarzia, cjhe è anche segretario generale del Movimento per la Vita (Mpv), "non si sente mai parlare di sindrome post-aborto. C’è difficoltà, da parte di chi sostiene tale pratica, ad ammettere che essa produca un trauma nella donna. Noi del Mpv che operiamo a contatto diretto con tante donne per aiutarle a non abortire,  possiamo testimoniare, al contrario, che un’esperienza del genere è sempre traumatica". Durante l’incontro è stato presentato il libro "Contro il cristianesimo" di Lucetta Scaraffia e Eugenia Roccella, esponenti del comitato.