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” “"In un futuro prossimo non ci sarà una Costituzione europea. Ce ne rincresciamo. Ma l’Unione non si può fermare, dobbiamo evitare la paralisi". Nel consueto briefing del mercoledì con i giornalisti, il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, ha spiegato oggi a Bruxelles che "i problemi istituzionali esistono, ma abbiamo per fortuna una serie di trattati e un patrimonio normativo consolidato che ci permettono di proseguire il lavoro. Del resto i bisogni dei cittadini non aspettano e certamente la globalizzazione economica non si arresta in attesa della ratifica della Carta da parte degli Stati", che "non dovrebbe avvenire almeno per i prossimi due o tre anni". Il capo dell’Esecutivo ha quindi fatto riferimento al mancato accordo sulle Prospettive economiche e finanziarie dell’Ue: "E’ necessario uscire da questo vicino cieco, giungendo a una decisione condivisa sul bilancio comunitario entro la fine dell’anno". Anche da ciò dipendono "il futuro dell’economia dei nostri paesi", "la crescita della ricchezza e molti posti di lavoro". Barroso ha quindi insistito sulla necessità di "adeguare i nostri progetti europei al contesto mutato, senza rimpiangere il passato e guardando al futuro. Dobbiamo contribuire a far crescere l’economia rafforzando al contempo la giustizia sociale. Per questo, però, è necessario una grande unità politica, perché l’Europa comunitaria è anzitutto un progetto politico, che richiede l’impegno delle istituzioni Ue, quello dei governi degli Stati membri e la partecipazione attiva dei cittadini".
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