"L’ira del Signore è su chi commette il male, su coloro che uccidono e commettono ingiustizie contro i piccoli e i poveri della terra. La mano del Signore non smetterà di inseguire e di raggiungere i malfattori. Troppe sono le lacrime che vengono versate, specie nelle nostre campagne, contro coloro che curano con passione la nostra terra. Dio non dimentica. Dio insegue e raggiunge, anche quando la giustizia umana non fosse in grado di farlo! Perché Dio è giustizia certa!": è quanto afferma il vescovo di Locri-Gerace dopo i "terribili e ripetuti fatti di sangue che stanno devastando la Locride", in un messaggio alla diocesi diffuso oggi. Nel fine settimana scorso sono state quattro gli omicidi registratisi nel territorio della diocesi. Il presule calabrese invita la società a fare tutto il possibile "per inseguire e colpire i malfattori, con ogni mezzo tecnico e scientifico, per poter arrestare i colpevoli". Di qui la richiesta di "investimenti adeguati, con intelligenti e sistematiche indagini, in modo da arrivare a fermare chi fa il male. Troppe lentezze e inadeguatezze si notano nelle ricerche dopo i tanti omicidi nella Locride! Sia chiaro afferma – anche la nostra gente si deve impegnare a fornire notizie e dettagli, che possono aiutare le forze dell’ordine". Mons. Bregantini si rivolge quindi alle famiglie colpite con l’invito a "maturare un cammino di perdono, per non creare una catena di vendetta" e "non entrare nell’orrido cammino della faida, che distrugge tutto e tutti" e chiede alle comunità e ai paesi della Locride di "resistere, restare", senza "entrare nello scoraggiamento e nella rassegnazione".