CARD. RUINI: NO ALL’EQUIPARAZIONE DEI "PACS" ALLA FAMIGLIA, SEGUIRE LA STRADA DEL "DIRITTO COMUNE"

I "pacs" istituiti in Francia, e "varie proposte di legge" depositate in Parlamento, prefigurano un "piccolo matrimonio", cioè "qualcosa di cui non vi è alcun reale bisogno e che produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano". A ribadirlo è stato il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani (testo integrale), ha rivendicato la "tutela della famiglia fondata sul matrimonio", che "deve essere difesa", come ha auspicato Benedetto XVI nel suo discorso al Quirinale, "da ogni attacco mirante a minarne la solidità e a metterne in questione la stessa esistenza". In materia di "riconoscimento giuridico pubblico delle unioni di fatto", ha ricordato il presidente della Cei, "l’insegnamento della Chiesa è chiaro ed è offerto a tutti,perché riguarda la realtà stessa dell’uomo e della donna". "Il matrimonio come istituzione – ha detto il cardinale citando ancora una volta il Papa – non è una debita ingerenza della società o dell’autorità, l’imposizione di una forma al di fuori della realtà più privata della vita; è invece esigenza intrinseca del patto dell’amore coniugale e della profondità della persona umana". Partendo da questo presupposto "le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio,come le unioni libere e il "matrimonio di prova", fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell’uomo" (segue).