Mentre con l’approssimarsi delle elezioni "crescono le tensioni sul versante politico", con i "nodi" da sciogliere delle "ipotesi di modifica" della legge elettorale, "continuiamo ad attenerci senza incertezze alla linea di non coinvolgerci con scelte di schieramento politico o di partito e di richiamare invece all’attenzione di tutti, e in particolare dei credenti, i principi e criteri dell’insegnamento sociale della Chiesa, che non riguardano "interessi cattolici" ma il bene dell’uomo". Così il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani (testo integrale), ha auspicato che "almeno" al termine di questa legislatura "possa essere raggiunto un qualche livello di intesa" su questioni come la riforma dell’ordinamento giudiziario, e che la prossima finanziaria "prenda sul serio" le "esigenze fondamentali e di lungo periodo della società e della famiglia". Citando il "caso Fazio", Ruini ha sottolineato la "necessità di porre fine a quell’abuso della pubblicazione sugli organi di stampa delle intercettazioni disposte dall’autorità giudiziaria che da troppi anni condiziona la vita della nostra Repubblica ed ha prodotto gravi danni alle persone e guasti difficilmente riparabili alla dialettica politica e al funzionamento delle istituzioni". Sul piano dei rapporti tra Chiesa e Stato, Ruini ha definito legittima quella "sana laicità" rivendicata dal Papa nel suo discorso al Quirinale, in base alla quale "le realtà temporali si reggono secondo norme loro proprie,senza tuttavia escludere quei riferimenti etici che trovano il loro fondamento ultimo nella religione", che in Italia si identifica con l’"eredità cristiana".