Sul piano internazionale, "la minaccia peggiore, perché moralmente devastante rispetto ai vincoli della convivenza umana, rimane quella del terrorismo". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani (testo integrale). Menzionando gli attentati di Londra e Sharm el Sheikh, il cardinale ha sottolineato che "a questa minaccia, che non può avere giustificazioni, occorre continuare a reagire nella maniera più efficace e solidale, senza però commettere l’errore di riconoscere ai terroristi il titolo, infondato,di rappresentanti del mondo islamico". Di qui la necessità di "prevenire gli attentati" per "mettere a tacere coloro che incitano a commetterli" e "favorire quelle posizioni che perseguano sinceramente un’integrazione degli immigrati islamici pacifica e rispettosa delle regole della nostra convivenza". Ruini ha definito in particolare "preoccupanti" le stragi in Iraq,che "colpiscono soprattutto la popolazione civile", arrivando a "massacrare bambini e uomini in preghiera": per questo "appare indispensabile insistere nel coinvolgimento democratico della popolazione, che nonostante tutto continua a dare segni di una grande volontà di riscatto e di ripresa, e fare ogni sforzo per raggiungere accordi condivisi tra tutte le componenti", a partire dalla nuova Costituzione. In Terra Santa, il ritiro dalla striscia di Gaza, "può rappresentare un passo importante verso la pace", ma per la Cei il "percorso" verso questa meta "rimane molto arduo e accidentato" e ha bisogno del "sostegno sincero della comunità internazionale", oltre l’impegno di "entrambi i popoli" a "non lasciar cadere l’occasione favorevole".