“Un grande orizzonte nel quale le Chiese e le istituzioni civili dell’Europa occidentale e orientale si sono confrontate”, segno “della volontà di uscire dalla logica dell’indifferenza e del contrasto” per “unire le proprie energie verso il raggiungimento del bene comune”. Questo, in sintesi, il commento al Sir di mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), al VI convegno delle associazioni laicali europee che si è concluso ieri a Gniezno (Polonia). “L’Europa del dialogo. Essere cristiani in un’Europa pluralista” il tema dell’incontro che ha visto la partecipazione di oltre 800 delegati di più di 250 organismi, associazioni e movimenti cristiani europei, autorità civili e di diverse religioni, docenti universitari e rappresentanti della politica e della società civile. Tra questi, il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, mons. Michael Fitzgerald, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, il presidente del Consiglio degli ulema e Gran muftì di Bosnia- Erzegovina Mustafà Ceric e l’ex cancelliere della Repubblica federale tedesca Helmut Kohl. Una partecipazione “ad alto livello” che per mons. Giordano, presente all’incontro, dimostra “la volontà di trovare ‘risposte’ alle gravissime domande che oggi interpellano l’uomo europeo, dal terrorismo agli interrogativi sul senso della vita alla necessità di individuare un modello di convivenza tra le diversità”, e testimonia “un nuovo interesse in Europa per il cristianesimo, che appare in grado di offrirle”. L’incontro, infine, ha “ribadito la volontà della Polonia di contribuire all’unità dell’Europa in qualità di ‘ponte’ tra gli altri Paesi dell’Est e l’Occidente”. ” “