BIBBIA E MEDIA: BABIN, LA COMUNICAZIONE DELLA CHIESA DEVE AVERE UN "FUNZIONAMENTO STEREO"

"In un’epoca come la nostra, in cui i media sono prima di tutto una cultura, e non solo un divertimento, la comunicazione della fede deve trovare una pedagogia diversa da quella del passato, pur non rinnegando forme tradizionali e sempre valide di trasmissione della fede di generazione in generazione come la catechesi". Lo ha detto Pierre Babin, esperto di comunicazione religiosa, intervenendo al congresso "La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa", in corso a Roma (fino al 18 settembre) per iniziativa della Federazione biblica cattolica e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, nel 40° anniversario della "Dei Verbum". Il relatore ha descritto l’esperienza della "via simbolica": un modo di comunicare la fede – ha spiegato – che dà luogo ad "una maniera diversa di vivere la Chiesa", attraverso una sorta di riedizione in chiave moderna di quella che una volta era "la via della Bibbia, la grande tradizione medievale dei pellegrinaggi". Per la Chiesa del futuro, Babin auspica infatti un "funzionamento stereo", tramite "un cambiamento di accenti e priorità" non in competizione ma "complementare" agli strumenti usati fino all’era della "cultura di Gutenberg". "Immagini e paragoni, musica e vibrazioni, globalizzazione e spiritualità, vita di gruppo e liturgia": sono questi, per il relatore, alcuni ingredienti dell’approccio simbolico alla fede, che va "dal sentimento al messaggio, dall’esperienza all’idea", fino alla "condivisione in piccoli e grandi gruppi" e "all’irruzione profetica" della Parola di Dio. Questa mattina gli oltre 400 partecipanti al Congresso saranno ricevuti in udienza privata dal Papa.