Frère Roger come "segno di riconciliazione" all’interno della Chiesa: così ne parla padre Charles Delhez, redattore capo di "Dimanche" (Belgio), nell’editoriale di oggi di SirEuropa, dedicato al fondatore della Comunità di Taizé ad un mese dalla sua morte, avvenuta il 16 agosto. Padre Delhez ricorda il giorno dei funerali di frère Roger, "dodicimila persone, tra cui una folla di giovani, riunite nella chiesa della Riconciliazione per l’ultimo a-Dio”. E la "novità dei funerali di un pastore protestante celebrati da un cardinale cattolico", mentre frère Roger "fu tra i primi a ricevere la comunione ai funerali di Giovanni Paolo II". "Taizé è certamente un segno di questa Chiesa più discreta sostiene – che sta facendo il proprio avvento in Europa. Chiesa di riconciliazione in seno a se stessa. Chi negherebbe, malgrado le difficoltà e i regressi, che l’unità dei cristiani non sia un ideale raggiungibile? Il dialogo progredisce, l’accoglienza reciproca diventa un fatto reale, il rispetto della diversità conquista i cuori". "In due modi diversi, alla Gmg e a Taizé, le Chiese mettono a segno, in questi tempi di scristianizzazione, un incontro con i giovani e con la loro cultura. E questi due luoghi non sono concorrenti, ma complementari. Diversi frati di Taizé erano a Colonia, dove spesso sono stati cantati i ritornelli oranti, diventati così popolari, della collinetta della Borgogna". "Possa questo segno crescere conclude – e possa il tuo sogno di riconciliazione tra cristiani e popoli mobilitare le energie di tutti gli uomini e di tutte le donne di buona volontà".