SACRA SCRITTURA: CARD. KASPER, IL “PRIMATO” DEL “DIALOGO CON I CRISTIANI SEPARATI” (2)

” “Nella “Dei Verbum”, ha sottolineato il relatore, “il Concilio ha affrontato con onestà le questioni che erano state da troppo tempo accantonate, si è interessato nuovamente al problema ecumenico, ha appianato il rapporto tra interpretazione storica ed ecclesiologica della Scrittura ed ha accolto la prima all’interno della Chiesa”. Tra gli “orientamenti concreti” del testo conciliare, quello “più importante” è, per Kasper, “il rinnovamento della tradizione biblica e patristica della “lectio divina”, che consiste nella lettura spirituale, fatta in comunità o da soli, della Sacra Scrittura, accompagnata dalla preghiera”. Anche se “molti aspetti sono rimasti in sospeso e si sono dovuti accettare alcuni compromessi”, ha ammesso Kasper, grazie alla Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione c’è stata una “svolta esegetica che ha arricchito la teologia nel suo insieme ed ha avuto un impatto importantissimo nel dialogo ecumenico”, del tutto “impensabile” senza il rinnovamento biblico”. “Dopo il Concilio – ha concluso il presidente del dicastero pontificio – la teologia della Parola di Dio si è messa energicamente in moto” e “la teologia cattolica ha imparato molto anche dalle grandi proposte avanzate dalla teologia protestante del XX secolo”.