Soffermandosi poi sulla "dimensione messianica" della supplica di Davide, Benedetto XVI ha indugiato sulla figura del "consacrato" perfetto, il Messia, il "Dio con noi" che "si aspetta" (ha aggiunto a braccio) e che tornerà "a rendersi presente e operante nel segno dell’arca collocata in Sion", come nella scena finale descritta dal brano biblico scelto per la catechesi di oggi. Alla fine del commento al Salmo, Benedetto XVI ha definito in particolare "molto importante" la "duplice interpretazione" del "consacrato" e di "Cristo", delineata da Esichio di Gerusalemme (un sacerdote della prima metà del quinto secolo) nel suo commento al Salmo 131. "L’arca dell’alleanza, vera dimora di Dio nel mondo ha detto il Papa parlando di nuovo a braccio non è fatta di legno, ma di carne e sangue. La Madonna ci invita ad essere anche noi dimora vivente per Dio nel mondo". Salutando i pellegrini italiani Benedetto XVI ha rivolto alcuni saluti speciali: ai partecipanti al convegno nazionale degli esorcisti italiani, incoraggiati "a proseguire nel loro importante ministero a servizio della Chiesa, sostenuti dalla vigile attenzione dei loro vescovi e dalla incessante preghiera della comunità cristiana", alla delegazione dei pizzaioli di Salerno e della Campania, ringraziandoli per il "generoso gesto" di un forno a lega mobile offerto ad una mensa di solidarietà.” ”