"Il problema del governo nella Chiesa va pensato in relazione al mistero di Maria per tenere in equilibrio amore e potere". E questa prospettiva "può liberare la riflessione sulla sinodalità da schemi troppo riduttivi". Lo ha detto il card. Angelo Scola Patriarca di Venezia, nell’omelia che ha tenuto oggi al XIX Congresso nazionale dell’Associazione teologica italiana che sta riunendo fino a domani a Camposampoiero (Padova) un centinaio di teologi sul tema "Chiesa e sinodalità. Coscienza, forme, processi".
I partecipanti al Congresso si prefiggono di approfondire e rilanciare le prospettive conciliari sulla sinodalità, "sospinti ha detto il cardinale dalle urgenze pastorali ed ecumeniche". La discussione sulla sinodalità può avere risvolti positivi non solo all’interno della Chiesa e in ambito ecumenico. "Non a caso ha detto il card. Scola da diverse parti viene segnalato il positivo influsso che un approfondimento della natura e delle forme della communio ecclesiale può esercitare sulla società civile e sulle sue scelte organizzative. Basti pensare al fatto che la cosiddetta società ‘globalizzata’ può trovare nella Chiesa un esempio di come particolare ed universale possano non solo convivere, ma edificarsi reciprocamente. Anche questo è parte costitutiva del vostro affascinante compito".