SACRA SCRITTURA: MONS.PAGLIA C’E’ ANCORA "TROPPO POCA BIBBIA" NELLA VITA DELLA GENTE

C’è “troppa poca Bibbia nelle nostre parrocchie”, anche se “il 41 per cento dei praticanti ritiene che l’omelia sia il momento più utile per la crescita della propria fede”. Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Federazione Biblica Cattolica, presentando oggi ai giornalisti il Congresso internazionale “La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa”, che si svolgerà a Roma dal 14 al 18 settembre per iniziativa della Federazione Biblica Cattolica e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unita dei cristiani. Il congresso si tiene in occasione del 40° anniversario di promulgazione della Costituzione dogmatica sulla divina rivelazione "Dei Verbum" del Concilio Vaticano II. Citando una recente ricerca condotta in Italia, Francia e Spagna tra i cattolici praticanti,  Paglia ha fatto notare che “l’80 per cento di essi ascolta la Bibbia solo durante la Messa della domenica, e appena il 3 per cento la legge ogni giorno”. Incrociando questo dato con il 41 per cento dei praticanti che ritiene fondamentale l’omelia, emerge per Paglia la necessità di interrogarsi sulla “qualità” di quest’ultima, anche tenendo conto dell’ignoranza materiale notevole che circola tra la gente sulle Sacre Scritture”. Tutto ciò, ha concluso Paglia, partendo dalla consapevolezza che “c’è un diritto fondamentale di ogni cristiano ad avere la Bibbia nella propria lingua”: anche se esistono traduzioni in 2.300 lingue, ne mancano ancora un migliaio, soprattutto nel Sud del mondo.” “