GIOVANI: AGORÀ DI LORETO, “RISPETTO PER L’UOMO, DIALOGO ED ETICA DI PACE PER COSTRUIRE LA CITTÀ DELL’UOMO”

“L’uomo non è un suddito, ma un collaboratore di Dio, creato a Sua immagine: di ciò l’essere umano è consapevole e, perciò, responsabile”. È stato il rabbino capo della comunità ebraica di Milano, Giuseppe Laras, a parlare del ruolo dell’uomo, stamattina, durante la tavola rotonda “Il rapporto tra città di Dio e città dell’uomo nelle grandi religioni del Mediterraneo”, promossa nell’ambito dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo, in corso in questi giorni a Loreto. Per Laras “l’uomo religioso non si deve limitare al rispetto della giustizia normativa, ma, andando oltre la norma, deve coltivare il rispetto per la dignità dell’altro”. Riferendosi, poi, ai sette precetti dati a Noè, il rabbino ha evidenziato come esista “un’etica minima sociale che vale per tutti i popoli” e come essa corrisponda “all’esigenza di una società ordinata secondo il progetto di Dio”.
Osama Al Saghir, presidente dei Giovani musulmani italiani (Gmi), ha parlato dell’uomo “come colui che dimentica e, in quanto tale, limitato”. “La religione – ha detto Osama Al Saghir – mostra un modo di vivere nel mondo che sana questi limiti costitutivi dell’uomo”. Il presidente dei Gmi ha anche posto l’accento sulla “necessità di non limitarsi ad un dialogo dottrinale e teologico tra le religioni”, ma “di promuovere un confronto tra i giovani appartenenti alle diverse fedi su come essere religiosi nella ferialità per superare le difficoltà che incontrano nella vita quotidiana”.(segue)