INCIDENTI SUL LAVORO: VESCOVI DELL’UMBRIA, APPELLO PER EVITARE LE MORTI NEI CANTIERI

Un appello ad un "maggior senso di responsabilità e di coscienza civica", per scongiurare il ripetersi di incidenti sul lavoro come quello avvenuto sabato scorso a causa del crollo di una impalcatura in un cantiere edile di Perugia, dove due operai sono morti ed un terzo è in coma "grave e irreversibile". A rivolgerlo sono i vescovi dell’Umbria, riuniti in assemblea ad Assisi, che dinanzi al grave incidente sul lavoro esprimono la loro "commossa partecipazione a questo lutto" e richiamano l’attenzione delle autorità "sulla sicurezza nei numerosi cantieri di lavoro in cui si devono purtroppo contare molti incidenti mortali, a danno spesso di immigrati". I presuli, si legge inoltre in una nota, "si stringono con affetto attorno alle famiglie provate dal terribile lutto" e  "sollecitano la solidarietà fattiva della comunità verso di loro e verso gli immigrati, che sono tra noi per guadagnare a caro prezzo il pane necessario per vivere". "Fatti drammatici di questo genere, che sconvolgono radicalmente l’esistenza di tante famiglie – concludono i vescovi  dell’Umbria – obbligano tutti a maggior senso di responsabilità e di coscienza civica, e ad una riflessione più seria sulla preziosità della vita d’ogni uomo. Le vittime dell’incidente di Perugia sono un rumeno di 39 anni ed un calabrese di 36, entrambi sposati con figli, il ferito ora in coma è un altro operaio edile meridionale. Tutti gli operai del cantiere edile in questione fanno parte della schiera di immigrati giunti in Umbria dal Sud d’Italia, ma anche dai paesi dell’Est, nei cantieri per la ricostruzione dopo il terremoto del 1997.” ”