EUROPARLAMENTO: DISPONIBILITÀ DELL’UE AL DIALOGO CON LE CHIESE. UNA CORRENTE DI PENSIERO CONTRARIA E OSTILE

"Dall’Europarlamento emerge, a conti fatti, una disponibilità complessiva dell’Ue a un dialogo proficuo con le chiese, le quali fanno parte della storia ma anche del presente del continente". Lo scrive in una nota Gianni Borsa, inviato Sir a Strasburgo, a proposito del dibattito sulla "Dichiarazione sul dialogo con le chiese e le organizzazioni non confessionali". Il testo è stato presentato, ieri, dal commissario Jacques Barrot, a nome dell’Esecutivo, nella giornata di apertura della sessione plenaria del Parlamento dei 25. Per Borsa si evince "l’importanza della ratifica e dell’entrata in vigore della Carta, fondamento dell’Europa futura anche sul piano della tutela della libertà religiosa e del dialogo istituzioni-cittadini, credenti o meno che siano", mentre si palesa "una corrente di pensiero contraria a tale dialogo e, forse, più profondamente ostile alle chiese, alle fedi religiose, a ogni riferimento trascendente di una buona parte dei cittadini dell’Unione". All’intervento di Barrot sono seguiti quelli dei rappresentanti dei gruppi parlamentari, che hanno riconosciuto la valenza di questa "porta aperta" sulla società civile e invocato "trasparenza" in tale dialogo. C’è chi, come prevedibile, si è detto preoccupato di salvaguardare la laicità delle istituzioni europee e chi "è arrivato ad accusare il presidente della Commissione Barroso di privilegiare i rapporti con la chiesa cattolica e il Vaticano".