CHERNOBYL: 4000 PERSONE COINVOLTE DALLE RADIAZIONI, UN RAPPORTO DELL’ONU A 20 DALLA TRAGEDIA

Il numero totale di morti già attribuiti alla tragedia di Chernobyl, o attesi per il futuro (oltre ai lavoratori o residenti nelle aree più contaminate) è di circa 4.000 persone. E’ quanto risulta da un rapporto del Centro di informazione delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale diffuso ieri: 600 pagine che raccolgono il lavoro di centinaia di scienziati, economisti ed esperti di salute, alle prese con l’impatto ventennale del più grande disastro nucleare avvenuto nella storia. Trovare "una chiara via d’uscita" a 20 anni da Chernobyl, attraverso un "progresso basato su un ampio consenso sull’ambiente, la salute e le conseguenze economiche" da parte della comunità internazionale. Questo, spiega Burton Bennet, responsabile del Forum dell’Onu su Chernobyl, lo scopo principale del rapporto, in cui si suggerisce in primo luogo ai governo di Bielorussia, Federazione Russa ed Ucraina come affrontare le "conseguenze" del disastro, che in questi Paesi ha coinvolto e coinvolge 5 milioni di persone contaminate dalle radiazioni nucleare, di cui 100mila classificate dalle autorità locali come appartenenti ad "aree di stretto controllo". Cancro alla tiroide o leucemia le cause delle morti finora avvenute, o dell’attuale possibile contaminazione di un totale di circa 4.000 persone, si legge in una nota. Senza contare l’impatto ambientale della tragedia di Chernobyl, che ancora oggi affligge un’area di oltre 200.000 chilometri quadrati in Europa.