"E’ ora di costruire la sicurezza delle grandi città curando tutti i territori, compresi quelli dove abitano i poveri, non solo quelli dove ci stiamo rifugiando come in un bunker": è l’appello di mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, che commenta al Sir l’ennesimo tragico rogo il terzo in dieci giorni di una palazzina della periferia di Parigi, con decine di morti e feriti, soprattutto africani. Quattro ragazze tra i 16 e i 18 anni hanno confessato di aver appiccato l’incendio "per gioco". "Che sia per gioco, per indifferenza o per razzismo afferma don Nozza ci preoccupa moltissimo vedere azioni di questo tipo". I roghi avvenuti a Parigi, osserva il direttore della Caritas, "non sono fatti nuovi, sono la tragica dimostrazione della presenza di tante povertà, in primo luogo tra i migranti, che esistono da tanto tempo ma che molti fanno finta di non vedere, rimandando sempre la gestione dei problemi". Secondo mons. Nozza "non si riesce a cogliere l’importanza di lavorare sulla relazione e sulla costruzione di reti di solidarietà. Altrimenti rischiamo di avere in una stessa città delle isole dimenticate, seppur molto vicine al nostro vissuto". "Non abbiamo ancora capito che se un territorio è ricco di solidarietà diventa al tempo stesso più sicuro sottolinea -. Se ci facciamo carico dei problemi dei poveri riusciremo a contenere situazioni di insicurezza di ogni tipo". La Caritas italiana ha avviato a questo proposito, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, una ricerca sul disagio e le situazioni di povertà nelle aree metropolitane.