Alle ore 8 e 10 dell’8 agosto Marcinelle si fermerà: 262 rintocchi di campana ricorderanno le vittime della tragedia al Bois du Cazier, dove – mezzo secolo fa, stesso giorno e stessa ora – i minatori provenienti da 12 nazioni, fra cui 136 italiani, rimasero intrappolati a mille metri sotto terra, in una delle più profonde e produttive miniere carbonifere del Belgio. "Un banale incidente, cui seguì un incendio che lasciò scampo a soli sei colleghi. Da allora, da quell’agosto 1956, Marcinelle è un simbolo", osserva Gianni Borsa, europeista e giornalista, in una nota per i settimanali cattolici locali della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). "Quei 262 rintocchi di campana dell’8 agosto si legge ancora nella nota – richiameranno l’Europa al dovere di costruire pace e benessere al proprio interno e di contribuire affinché pace e benessere si realizzino nel mondo. Anche nei cunicoli minerari di Marcinelle, oggi trasformati in museo, ritroviamo le radici dell’Europa". In tema di migrazioni, spiega infatti Borsa, "Marcinelle è un monito che va oltre i confini comunitari. In tutto il mondo ci sono popolazioni migranti in cerca di un’occupazione, ma più ancora di pace, di giustizia, di dignità".