Il 57,7% dei palestinesi è favorevole ad un cessate-il-fuoco tra palestinesi e israeliani ed il 58,6% crede che il "documento dei detenuti" possa rappresentare un serio passo avanti per avviare dei negoziati di pace con Israele. Lo rivela una indagine condotta dal Palestinian center for public opinion, diretto da Nabil Kukali, condotta su un campione di 1000 adulti palestinesi residenti a Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme est. Una volontà di negoziare che contrasta con le difficili condizioni economiche e sociali in cui versano i Territori: il 76,5% degli intervistati le definisce, infatti, "cattive", con una sostanziale maggioranza (58,2%) che si ritiene, al momento, pessimista su un miglioramento dell’economia. Sui Territori pesa la decisione di alcuni Paesi, Usa ed Ue in testa, di sospendere i finanziamenti al Governo palestinese. A riguardo l’81,4% dei palestinesi fa appello a questi Paesi perché riconsiderino la loro decisione, tanto più che il 51,6% crede che i paesi arabi siano incapaci di rimpiazzare l’aiuto economico dei paesi donatori dell’Occidente. La sospensione degli aiuti economici secondo il 68,8% del campione non farà altro che "aumentare la violenza nella regione".