GIOVANI: "TROPPO SERIO" L’IMPEGNO NEL VOLONTARIATO? I DATI DI UN’INDAGINE DEL MOVI DI PADOVA

L’adesione a un’associazione è "un binario da cui non si sa bene come uscirne in futuro". E’ una delle immagini che i giovani hanno del volontariato, vittima spesso di "un’immagine stereotipata, quasi come una vocazione esclusiva, o con un’impronta moralistica". A citare i dati dell’indagine, promossa dal Movimento di volontariato (Mo.Vi) di Padova, è il settimanale della diocesi, "La difesa del popolo". Tra i ragazzi coinvolti nell’indagine, condotta dal dipartimento di sociologia dell’Università di Padova e raccolta nel volume "Messaggi, nuove comunicazioni di solidarietà", risulta che i giovani tra i 18 e i 26 anni tendono a rifiutare l’impegno nel volontariato. I motivi? "La paura di essere lasciati soli ad affrontare situazioni di disagio e di non essere all’altezza a livello emotivo", ma anche le resistenze dovute al grande "ventaglio" di scelte che si presentano loro davanti, tanto che "diventa più difficile accettare i vincoli di appartenenza a un’associazione", tra cui anche lo statuto rigido da condividere interamente. Diversa la prospettiva se l’impegno nel volontariato viene visto in relazione all’ingresso nel mondo del lavoro, caso nel quale il volontariato diventa addirittura "un’ipotesi professionalizzante". Per vincere le resistenze occorre "una strategia comunicativa" capace di coinvolgere le nuove generazioni.