"Una bella figura di prete, un bell’esempio". Così il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha definito don Francesco Venturelli, il prete di Carpi ucciso 60 anni fa dai partigiani, al quale ieri, 25 aprile, è stata data la Medaglia d’Oro alla memoria. "Venturelli ha detto il vescovo di Carpi, mons. Elio Tinti, ricevendo in suo nome la benemerenza ha avuto un riconoscimento del Quirinale per aver soccorso tutti, al di là di ogni confine ideologico, e proprio per questo motivo è stato ucciso. Sono contento per la medaglia ricevuta: un’occasione importante per riportare serenità negli animi, per avviare quel confronto e quel dialogo sereno che Ciampi stesso ha invocato. Oggi ha concluso il vescovo occorre riscrive la storia in maniera oggettiva, occorre che si riconoscano, finalmente, le rispettive responsabilità, oltre che i meriti, nella vicenda del nostro Paese". Tinti ha salutato personalmente il presidente Ciampi ringraziandolo per quanto ha operato in questi sette anni del suo mandato. "Una bella figura di prete, un bell’esempio don Venturelli", ha detto il Capo dello Stato al presule ricambiando il saluto. Il 25 maggio prossimo informa la diocesi il vescovo porterà nella parrocchia di Fossoli la Medaglia d’Oro a don Francesco Venturelli, che sarà posta sulla lapide commemorativa inaugurata lo scorso gennaio, in occasione del 60° anniversario della morte del sacerdote.