Un popolo "generoso, aperto e accogliente", la cui caratteristica principale è la "cordialità" e la capacità di dimostrare un "singolare calore umano e spirituale". È il ritratto del popolo romano tratteggiato dal Papa che, durante il concerto organizzato questo pomeriggio in suo onore, ha rivolto un "grazie" alla città di Roma, la cui "vocazione" è quella di "essere faro di civiltà e di spiritualità per il mondo intero". "Grazie all’incontro tra le sue tradizioni e il cristianesimo ha detto Benedetto XVI al termine del concerto interamente dedicato al "genio spirituale" di Mozart, di cui quest’anno si celebra il 250° anniversario della nascita – Roma ha svolto nel corso dei secoli una peculiare missione, e continua ancor oggi ad essere importante richiamo per tanti visitatori attratti da un così ricco patrimonio artistico, in gran parte legato alla storia cristiana della città". Dopo aver definito Mozart un "grande compositore che ha lasciato un segno indelebile nella storia", il Santo Padre ha impartito una "speciale benedizione all’intera città di Roma", ringraziandola per aver "voluto unire il ricordo del Natale di Roma a quello dell’anniversario della mia elezione a Vescovo di Roma. Quanto sia generoso, aperto ed accogliente il popolo romano l’ho potuto io stesso sperimentare già dal primo incontro con i fedeli raccolti in Piazza san Pietro, la sera del 19 aprile dello scorso anno".