"Non rinchiudersi nel privato né come singoli, né come gruppi, ma partecipare a pieno titolo alla vita della società civile, perché di questa si riconosca il ruolo da parte delle istituzioni": questo, per mons. Arrigo Miglio, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, il significato del tema della cittadinanza, quinto ambito della riflessione proposta dall’itinerario di preparazione al convegno ecclesiale di Verona 2006. A questo tema è dedicato il convegno "La cittadinanza tra diritti e responsabilità", che si aprirà sabato prossimo a Quartu S. Elena (Ca), per iniziativa dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Il convegno (che si concluderà il 25 aprile), si propone, in particolare, di approfondire il tema della cittadinanza – intesa come insieme di diritti e responsabilità nei campi di lavoro, scuola/formazione, casa e welfare -, a partire dalla prospettiva dei giovani e della famiglia. "Esiste un collegamento importante tra famiglia e lavoro spiega mons. Miglio -; se, infatti, la famiglia è considerata la cellula fondamentale della società, occorre riconoscerne i diritti specifici che non coincidono solo con quelli dei singoli individui che la compongono. Tale collegamento diventa anche opportunità/ risorsa per migliorare la qualità del lavoro, per esempio in tema di orari, come già avviene in molte paesi d’Europa. Partecipare alla vita della società civile significa condividere non solo la speranza che nasce da Cristo, ma i valori fondamentali che la sostengono".