“Senza il vivente soggetto della Chiesa che abbraccia le età, la Bibbia si frantuma in scritti spesso eterogenei e diventa così un libro del passato”. Lo ha detto il Papa, sviluppando il tema dell'”amicizia con Gesù”, al centro dell’omelia della Messa crismale del Giovedì Santo. “L’amicizia con Gesù ha spiegato il Santo Padre riferendosi all’istituzione del sacerdozio è per antonomasia sempre amicizia con i suoi. Possiamo essere amici di Gesù soltanto nella comunione con il Cristo intero, con il capo e il corpo; nella vite rigogliosa della Chiesa animata dal suo Signore. Solo in essa la Sacra Scrittura è, grazie al Signore, Parola viva e attuale”.
“Non vi chiamo più servi, ma amici”: in queste parole del Vangelo di Giovanni (Gv 15,15), citate a più riprese durante l’omelia, “si potrebbe addirittura vedere l’istituzione del sacerdozio. E’ questo il significato profondo dell’essere sacerdote: diventare amico di Gesù Cristo. Il nucleo del sacerdozio è l’essere amici di Gesù Cristo. Essere amico di Gesù, esser sacerdote significa essere uomo di preghiera”.