BENEDETTO XVI: GIOVEDÌ SANTO, “IL SACERDOTE DEVE ESSERE SOPRATTUTTO UN UOMO DI PREGHIERA”, NO ALL'”ATTIVISMO FRENETICO”

“Il sacerdote deve essere soprattutto un uomo di preghiera”, unico antidoto all'”attivismo frenetico” di cui soffre il mondo moderno. Lo ha detto il Papa, che nella Messa crismale del Giovedì Santo ha tracciato anche una sintesi dello stile di vita oggi dominante: “Il mondo nel suo attivismo frenetico – ha detto – perde spesso l’orientamento. Il suo agire e le sue capacità diventano distruttive, se vengono meno le forze della preghiera, dalle quali scaturiscono le acque della vita capaci di fecondare la terra arida”. “Il semplice attivismo – ha puntualizzato infatti il Pontefice – può essere perfino eroico. Ma l’agire esterno, in fin dei conti, resta senza frutto e perde efficacia, se non nasce dalla profonda intima comunione con Cristo. Il tempo che impegniamo per questo è davvero tempo di attività pastorale, di un’attività autenticamente pastorale”. “Solo così possiamo svolgere il nostro servizio sacerdotale, solo così possiamo portare Cristo e il suo Vangelo agli uomini”, ha esclamato il Papa, che tra le pratiche spirituali ha raccomandato la “lectio divina”, che si attua “leggendo la Sacra Scrittura in modo non accademico, ma spirituale”, per imparare “ad incontrare il Gesù presente che ci parla”. “Dobbiamo ragionare e riflettere sulle sue parole e sul suo agire davanti a Lui e con Lui”, è il consiglio del Santo Padre, per il quale “la lettura della Sacra Scrittura è preghiera, deve essere preghiera – deve emergere dalla preghiera e condurre alla preghiera”.