ARRESTO PROVENZANO: DON CIOTTI (LIBERA), "LA MAFIA NON BASTA COMBATTERLA, BISOGNA SCONFIGGERLA. QUALCUNO DOVRÀ SPIEGARE I 43 ANNI DI LATITANZA" (2)

"Ma questa vicenda suscita anche rabbia. Qualcuno – afferma don Ciotti – dovrà spiegare come è possibile una latitanza di 43 anni. Mentre siamo riconoscenti a quegli apparati dello Stato che hanno fatto la loro parte chiediamo di sapere cosa è venuto meno in questo lungo periodo di tempo, chi ha coperto, le connivenze. Abbiamo bisogno di conoscere la verità perché solo con la verità si costruisce la giustizia". Le urla che hanno accolto il boss mafioso al suo arrivo nella Questura di Palermo "sono l’espressione di quella collera dei poveri, come la chiamava Paolo VI, che ti permette di reagire contro le ingiustizie, di vincere le sopraffazioni, le violenze, la privazione di libertà. Rivendico anch’io il diritto alla rabbia che è un atto d’amore. Ci si arrabbia per le cose che si amano. E quelle urla, al di là di alcune espressioni, volevano affermare la giustizia, la verità e la libertà". Per combattere la mafia, conclude il presidente di Libera "è necessario sentire il ruolo della dimensione educativa, che deve coinvolgere la scuola, la famiglia, la formazione dei docenti, per dare le conoscenze ai nostri ragazzi rispetto alla legalità, alla giustizia, ai diritti, alla cittadinanza".