EUROPA: "IL SITO DELLA PRESIDENZA UE ANCHE IN ITALIANO". CRESCONO A BRUXELLES I CONTRASTI SULLE "LINGUE DI LAVORO"

"Interrogativi di natura formale e sostanziale" vengono rivolti da 47 eurodeputati italiani di quasi tutti gli schieramenti politici al Mediatore europeo, il greco Nikiforos Diamandouros, esprimendo – tramite una lettera aperta – la loro opposizione a una scelta "che rischia di penalizzare gli interessi italiani" nell’Ue a 25. In settimana a Strasburgo e Bruxelles si era discusso della opportunità, sostenuta dal Mediatore, di rendere disponibile il sito internet della presidenza di turno del Consiglio Ue (in questo semestre affidata all’Austria) in lingua inglese, francese e tedesca. In questo modo, secondo i rappresentati italiani al Parlamento europeo, si esclude "la lingua di un grande paese europeista come l’Italia", parlata da più di 60 milioni di cittadini europei. Tra i firmatari figurano i capi delegazione italiani di Popolari, Socialisti, Liberaldemocratici, Verdi e Sinistra europea, oltre ai vice presidenti dell’Assemblea Luigi Cocilovo e Mario Mauro. La protesta segue quella sviluppatasi tra la fine del 2005 e i primi mesi del 2006 sulle "lingue di lavoro" della Commissione, ristrette ancora a inglese, francese e tedesco. Sono soprattutto i paesi con maggior popolazione a richiedere un più frequente utilizzo del proprio idioma; oltre all’Italia, uguali richieste giungono da Spagna e Polonia.