"La grande sfida del nostro tempo è il secolarismo, il modo di vivere il presente e il mondo come se Dio non esistesse, riducendo Dio al privato": è questa la risposta alla domanda di Inelida, scout di 17 anni che ha chiesto al Papa quali sono le maggiori sfide da affrontare, per un cristiano. "Con questa visione ha spiegato si lacera la società, ognuno segue il suo progetto e sta contro l’altro. Così non possiamo vivere, dobbiamo far sì che Dio sia presente nelle nostre società". Anche perché, ha aggiunto, ci sono "tante false immagini di Dio, un Dio violento". Rispondendo poi a Vittorio che chiedeva suggerimenti sulla vita sacerdotale il Papa ha raccontato commosso la sua scelta vocazionale nata durante il nazismo, "contro quel sistema e cultura anti-umano" e ha consigliato di "essere attenti ai gesti del Signore nel nostro cammino". Alla domanda sul rapporto tra scienza e fede ha spiegato che "la grande opzione del cristianesimo è la razionalità e la priorità della ragione". Dopo aver risposto alle domande il Papa ha consegnato ad alcuni giovani la Sacra Scrittura e insieme ad una rappresentanza dei partecipanti all’incontro si è recato sulla tomba di Giovanni Paolo II portando la Croce dell’Anno Santo e l’icona di Maria Santissima “Salus Populi Romani”.