MONS. MACCHI: I RICORDI DI MONS. STUCCHI, DI MONS. GIUDICI E DEL CARD. NICORA

“Mi commosse infinitamente quando si domandò perché mai Paolo VI non venisse a prenderlo. Ma, pur così provato dalla malattia, non lo disse come un lamento o una protesta, ma con una fiducia tenerissima verso il Papa con cui aveva condiviso vita e passione per la Chiesa, per la pace, per ciò che è buono, giusto e vero”. Con queste parole mons. Luigi Stucchi, vescovo ausiliare di Milano ricorda mons. Pasquale Macchi, già segretario di Paolo VI, scomparso ieri all’età di 82 anni. “Posso ricordare – afferma il card. Attilio Nicora, Presidente dell’amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) – che quando arrivò la mia nomina a Vescovo ausiliare di Milano, Macchi mi procurò un’udienza molto particolare con Paolo VI, che mi mise al dito un anello da lui usato quando era arcivescovo di Milano; certamente dietro c’era la mano di don Pasquale. Ho sempre apprezzato la su capacità unica di coniugare una spiritualità scarna e intensissima con attitudini quasi manageriali”. “Uomo intraprendente nel bene – lo descrive mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, molto tenace nel realizzare progetti di evangelizzazione. Di Macchi conservo l’immagine di una persona semplice nel modo di rapportarsi con tutti, anche con chi conta”. E poi un aneddoto personale: “Fui proprio io, una mattina al Sacro Monte di Varese, quasi di sorpresa, a portargli lo zucchetto quando fu resa nota la sua nomina a vescovo. Ho percepito allora il suo stile di servizio e di accettazione obbediente con cui ha vissuto la nomina”.