CHIESA E DIBATTITO PUBBLICO: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana

Sarà anche per via dell’inglese, ma il discorso del Papa ai partecipanti al convegno di Roma del PPE, è parso di chiarezza adamantina, intorno al concetto che ci sono principi che sono "not negotiable". Benedetto XVI – in perfetta continuità con il suo predecessore, su una linea che pochi giorni fa i Vescovi italiani avevano solennemente riaffermato – ha ribadito in più occasioni che in Europa, nei paesi a più antica tradizione cristiana, si gioca una partita decisiva: è la partita del futuro. Ai congressisti del PPE ha parlato di un "modello sociale" che in Europa si è costruito e si è sviluppato e che occorre fare crescere, "prendendo ispirazione, con creativa fedeltà, dall’eredità cristiana". Ha detto che le Chiese e le comunità cristiane quando intervengono in nome di questi principi nel dibattito pubblico non compiono nessuna indebita interferenza, né atto di intolleranza: il senso dei suoi interventi nell’arena pubblica è la protezione e la promozione della dignità della persona. E quando si ricordano questi principi, non si fa altro che ricordare principi, valori e indirizzi iscritti nella stessa natura umana e comuni a tutta l’umanità". Il punto è che le nostre società europee non possono più vivere di rendita su questi principi e valori che prima di essere cristiani sono universalmente umani, permettendosi nello stesso tempo di contraddirli o indebolirli.  Ecco allora quanto "non è negoziabile".
Non è negoziabile la protezione della vita in tutti i suoi stadi .
Non è negoziabile il riconoscimento e la promozione della struttura naturale della famiglia, come unione di un uomo e di una donna fondata sul matrimonio. Qualsiasi riconoscimento di altro tipo di unione, aggiunge e precisa il Papa, contribuisce alla sua destabilizzazione. Non è negoziabile la protezione del diritto dei genitori ad educare i propri figli. In Italia le elezioni sono ormai alle porte e cresce il bisogno, da parte dei moltissimi che i sondaggi catalogano come "indecisi", di punti di riferimento sicuri. Punti di riferimento che saranno viepiù necessari nella concreta azione legislativa. Così la Chiesa si rivolge molto semplicemente e molto laicamente a tutti. E continuerà a farlo. Puntando a ciò che è di tutti, ciò che tiene unito e compagina il corpo sociale, dando voce agli interessi del bene comune. Sono discorsi esigenti, che però aiutano tutti ad orientarsi, a definire e ribadire scale di priorità, a valutare alleanze e prospettive. Aiutano tutti a rendersi conto che la partita che stiamo giocando in questi anni è cruciale e bisogna prendere posizioni chiare e soprattutto lungimiranti. Come gli elettori hanno dimostrato in occasione del recente referendum sulla procreazione assistita senza curarsi di assordanti propagande, di mode o di conformismi, ma puntando con rigore all’essenziale.