"Siamo smarriti e addolorati per il grave ferimento di un giovane carabiniere, che sta ora lottando tra la vita e la morte". Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Giuseppe Chiaretti, ha commentato il ferimento di Giampaolo Sottosanti, 32 anni, originario di Catania e padre di un bimbo di due, in coma farmacologico indotto e in prognosi riservata fino a domani, dopo la sparatoria di sabato scorso nel difficile quartiere di Fontivegge, una zona di Perugia con una forte densità di microcriminalità italiana e straniera, soprattutto legata al mondo della droga e della prostituzione. "Preghiamo per lui, per la sua giovane sposa e la sua è piccola creatura ha proseguito il presule, durante la messa celebrata ieri nel primo anniversario della morte di Giovanni Paolo II perché il Signore nella sua onnipotenza e misericordia ci risparmi ulteriori sofferenze, ci aiuti a identificare le cause di tanto malessere cittadino e ci consenta di intravedere la strada della risurrezione". "Non è possibile rimanere inerti dinanzi a tali guasti morali e sociali ha aggiunto mons. Chiaretti -, che producono lacerazioni così devastanti da dovere invocare strategie particolari per difenderci da violenze sempre più frequenti e diffuse".