CONSIGLIO D’EUROPA: GIUSTIZIA ITALIANA ANCORA TROPPO LENTA

Troppo lenta la giustizia in Italia. E’ quanto è emerso durante la riunione di dicembre 2006 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, destinata al controllo dell’esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nell’occasione il Comitato ha ripreso l’esame del nuovo piano d’azione delle autorità italiane per "una globale soluzione al persistente problema della lentezza delle procedure giudiziarie". Problema che ha causato numerosi accertamenti di violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Nella loro decisione, resa pubblica ieri, i Rappresentanti dei Ministri "ricordano che con la Risoluzione interinale (ResDH(2005)114), era stato chiesto alle autorità italiane di rafforzare l’impegno per regolare il problema ed elaborare un nuovo piano d’azione, fondato su un approccio, interdisciplinare e con la partecipazione dei vari soggetti interessati, e su un’efficace politica, coordinata al più alto livello governativo". I ministri del CdE, tuttavia, "notano la volontà politica di assicurare una migliore esecuzione delle sentenze della Corte" ed "insistono sull’impegno dell’Italia di tenere regolarmente informato il Comitato sull’avanzamento della preparazione del piano d’azione". A febbraio 2007 è previsto un esame approfondito sulla base della documentazione che sarà presentata dalle autorità italiane.