In riferimento alle accuse rivolte dai media polacchi a mons. Stanisław Wielgus, arcivescovo metropolita di Varsavia, la presidenza della Conferenza episcopale polacca, ieri, in un comunicato, "richiama l’attenzione su un pubblico nocumento al buon nome della persona". "La situazione si legge nella nota – creatasi è particolarmente ingiusta nei confronti di un ecclesiastico; poiché lo stesso fatto di un colloquio tra il sacerdote e funzionari di servizi di sicurezza comunisti non può essere considerato prova di collaborazione contraria ai principi morali, avendo tale colloquio carattere ufficiale oppure dovendo essere svolto per ragioni scientifiche o pastorali, con il consenso del vescovo". Di qui la richiesta di rispettare la decisione del Papa che "ha riposto fiducia nella persona dell’arcivescovo designato conferendogli l’ufficio di arcivescovo metropolita di Varsavia". "Esprimendo solidarietà a mons. Wielgus, mons. Józef Michalik, mons. Stanisław Gądecki e mons. Piotr Libera, rispettivamente presidente, vice presidente e segretario generale della Conferenza episcopale polacca, affidano "a Dio la sua persona nonché il servizio a Lui affidato" e restano "fiduciosi che la confusione mediatica creatasi non disturberà l’atmosfera religiosa e familiare" del Santo Natale.