Il nuovo arcivescovo di Varsavia, mons. Stanisław Wielgus, respinge con decisione l’addebito di aver collaborato con i servizi segreti comunisti, dalla fine degli anni Sessanta al 1990, rivoltogli dal settimanale "Gazeta Polska". Mons. Wielgus considera tali accuse un "attacco pianificato", programmato forse "in previsione dell’assunzione del nuovo incarico". L’arcivescovo di Lublin, mons. Józef Życiński, tramite il suo portavoce, ha fatto sapere che una commissione speciale da lui costituita per analizzare le eventuali infiltrazioni degli agenti segreti tra i docenti dell’Università Cattolica di Lublino (della quale mons. Wielgus fu per 9 anni rettore) non ha trovato alcune prove confortanti le accuse pubblicate dalla rivista. Il primate di Polonia, card. Józef Glemp, sottolineando l’onestà del suo successore, ha affermato "di credere fortemente nella sua integrità morale e civile".