CATTOLICI E COMUNICAZIONE: COLOMBO (UNIVERSITÀ CATTOLICA), "SI PUÒ DEFINIRE DEBOLEZZA?" (2)

"Se l’argomentare e il dialogare sono elementi caratterizzanti lo stile comunicativo dei cattolici nel nostro paese, a questo punto giro una domanda a Galli della Loggia: tutto ciò si può definire debolezza?". Fausto Colombo prosegue la sua riflessione con un interrogativo, e aggiunge. "I cattolici appaiono meno sullo scenario dell’informazione; ma siamo sicuri che ciò significhi minore incisività? Io credo che una comunicazione dialogante", "di stile conciliare", consenta "ugualmente di proporre propri valori, di esplicitare la propria identità e fede, ponendosi a confronto con chi la pensa in modo diverso. Questo per me è cultura". Colombo aggiunge: "Vedo d’altro canto un tema su cui si potrebbe riflettere. Nella realtà odierna si pone grande attenzione alle voci e agli intellettuali più naturalmente legati al mondo cattolico e meno a chi si proietta verso il mondo laico. Certo si tratta di una sfida, ma sono convinto che meriti attenzione, anche perché a volte sembra più ascoltato il credente che opera al di fuori di ambienti e strumenti cattolici, guadagnandosi sul campo la stima altrui, al di là delle etichette". Il sociologo conclude: "C’è tutto uno spazio di incontro e confronto tra credenti e non credenti che è ottimo terreno per l’evangelizzazione".