Torino non è una capitale della criminalità. Lo ha affermato il cardinale Severino Poletto, incontrando questa mattina i giornalisti per il messaggio natalizio “Torino, vivi in pace”. L’arcivescovo ha invitato a prendere coscienza dei problemi che turbano la città e a “guardare al territorio con speranza”, sottolineando la troppa enfatizzazione sugli eventi delittuosi, ma ha anche evidenziato che ci sono persone “che hanno scelto la strada della delinquenza” perché “non si sentono appartenenti al tessuto umano e civile di questa città”. “Se c’è il vuoto di valori è ancora possibile creare spazi educativi efficaci?”, si è domandato il cardinale. “Su questo siamo chiamati tutti in causa: famiglia, scuola, Chiesa e istituzioni” ha ricordato, aggiungendo: “Se il modello di società che viene propagandato spinge verso una vita senza regole, dove tutto viene legittimato – dalla violenza sui bambini non ancora nati fino all’eutanasia, dal compatimento nei confronti di chi si mantiene fedele al proprio matrimonio, fino al lavaggio di cervelli attraverso la pubblicità – avremo persone fragili”. Il cardinale ha concluso con l’augurio che “rifiorisca nella nostra coscienza la convinzione che noi siamo tutti fratelli e custodi della vita e della felicità di ogni persona”.