"Il problema della vendita di reliquie è molto diffusa su internet e mi permetto di dire che questo è un sacrilegio": è quanto ha affermato mons. Marco Frisina, direttore dell’Ufficio liturgico del Vicariato di Roma, in un’intervista rilasciata a "Totus Tuus", mensile della postulazione della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio Giovanni Paolo II, nato a febbraio 2006 e pubblicato in sei lingue (italiano, francese, inglese, polacco, portoghese e spagnolo). "Le reliquie ha chiarito mons. Frisina sono sempre state poste sotto l’altare delle chiese perché proprio l’altare dove si celebra l’eucaristia porti nel suo fondamento la memoria viva di coloro che sono stati uniti al sacrificio di Cristo con la loro vita". Perciò, "non si possono assolutamente vendere o comprare le reliquie (di nessun genere) perché sono una cosa sacra, non hanno prezzo". Nel caso, poi, di Giovanni Paolo II, ha aggiunto mons. Frisina, "il santino con ex indumentis (pezzetto della sua tonaca) per ora lo possiamo usare in modo privato, come ricordo di una persona cara. Bisogna essere sempre prudenti e avere molta pazienza obbedendo alla Chiesa, aspettando che sia la Chiesa stessa a proclamarlo santo e questo porterà molta gioia umana e spirituale".