CONSIGLIO D’EUROPA: PENA CAPITALE IN LIBIA, VAN DER LINDEN "SCONCERTATO"

"Costernato". La decisione delle autorità giudiziarie libiche di condannare a morte le cinque infermiere bulgare accusate di aver infettato col virus hiv 426 bambini, insieme a un medico palestinese, secondo il presidente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (CdE), René van der Linden, "va contro le prove tangibili presentate da esperti neutrali che mostrano che gli imputati sono innocenti, come l’Assemblea sostiene da lungo tempo". "Il decesso dei bambini infettati – aggiunge – è una terribile disgrazia, ma l’esecuzione di altri innocenti, venuti in Libia per curare i malati e salvare delle vite – sarebbe una terribile ingiustizia". "Chiedo – conclude Van der Linden – di non eseguire le pene capitali e di liberare immediatamente il medico e le infermiere e faccio appello alla comunità internazionale di fare il possibile per questo". La sentenza dei giudici libici rischia di compromettere le relazioni tra il Paese guidato da Gheddafi e l’Unione europea. Dal 1 gennaio 2007 la Bulgaria farà parte dell’Ue. Durante il processo, svoltosi senza alcuna garanzia per la difesa, gli imputati hanno denunciato di aver confessato perché sottoposti torture. ” ” ” “