La morale cristiana su vita, famiglia e matrimonio è molto "meno accolta a livello pubblico" di quella che riguarda i "grandi temi" della pace e della giustizia, e ai credenti spetta il compito di mostrare che "il cristianesimo non è moralismo". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei e vicario del Papa per la diocesi di Roma, rivolgendosi oggi al clero romano. "Nella situazione attuale dell’Occidente la denuncia del porporato – la morale cristiana sembra divisa in due parti": quella sui "grandi temi della pace, della non violenza, della giustizia per tutti, della sollecitudine per i poveri del mondo e del rispetto del creato gode di un grande apprezzamento pubblico, anche se rischia di essere inquinata da un moralismo di stampo politico". L’altra parte, relativa "alla vita umana, alla famiglia e al matrimonio", per Ruini risulta "assai meno accolta a livello pubblico, anzi, costituisce un ostacolo molto grave nel rapporto tra la Chiesa e la gente". Compito dei cattolici è allora quello di "far apparire il cristianesimo non come un semplice moralismo", come un “sì” all’amore autentico, alla realtà dell’uomo come è stata creata da Dio", e non una serie di "no" a "forme deboli e deviate di amore".