CARD. RUINI: LA “STRANA PENOMBRA” DELL’UOMO MODERNO E LE “CONTRADDIZIONI DELL’AGNOSTICISMO”

“L’atteggiamento più diffuso tra i non credenti” non è l’ateismo, ma l’agnosticismo. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei e vicario del Papa per la diocesi di Roma, nel discorso rivolto oggi al clero romano, in cui ha ripercorso il “grande impegno” di Benedetto XVI “per la questione della verità della fede cristiana nell’attuale situazione storica e in rapporto alle forme di razionalità oggi prevalenti”. Nella cultura occidentale, ha sottolineato il cardinale, “il valore fondamentale diventa quello della tolleranza". L’uomo, così, rimane “prigioniero di una strana penombra e delle spinte a vivere secondo i propri interessi, prescindendo da Dio e dall’etica”. Ma quando la “libertà individuale, ha ammonito Ruini, “viene eretta a supremo criterio etico, finisce per diventare un nuovo dogmatismo" grazie al quale “vengono sistematicamente censurate le norme morali del cristianesimo e viene rifiutato in partenza ogni tentativo di mostrare che esse, o qualsiasi altre, hanno validità oggettiva perché si fondano sulla realtà stessa dell’uomo". Una “forma di cultura”, questa, che “taglia deliberatamente le proprie radici storiche e costituisce la contraddizione più radicale non solo del cristianesimo ma delle tradizioni religiose e morali dell’umanità".