BENEDETTO XVI: UDIENZA GENERALE, "ESSERE I PRIMI NELLE OPERE BUONE" (2)

Timoteo e Tito, in altre parole, "ci insegnano a servire il Vangelo con generosità, sapendo che ciò comporta ance un servizio alla Chiesa stessa". Di qui l’esortazione papale ad essere, "mediante il nostro impegno concreto" e "particolarmente in questo tempo di Avvento", "anche noi ricchi di opere buone e così aprire le porte del mondo a Cristo, nostro Salvatore". Nella prima parte dell’udienza nell’Aula Paolo VI – che ha avuto oggi un prologo nella Basilica vaticana, dedicato in modo speciale ai fedeli calabresi, accorsi numerosi per la visita "ad limina" dei loro vescovi – il Papa ha definito la figura di Timoteo "quasi un alter ego" di san Paolo, "figura itinerante di discepolo", poi divenuto primo vescovo di Efeso. "Di madre giudea e padre pagano", Timoteo "è cresciuto in una famiglia non strettamente osservante, anche se è detto che conosceva le Scritture fin dall’infanzia", ha ricordato il Pontefice. Quanto a Tito, san Paolo lo elogia come "mio figlio nella vera fede comune", cui l’apostolo affidò tra gli altri il compito di "ricondurre l’indocile comunità di Corinto all’obbedienza". San Paolo lo definisce anche "mio compagno e collaboratore", oltre che "motivo di consolazione". Di nascita pagana, Tito divenne il primo vescovo di Creta.