"E’ stata l’ansia per una intesa più ricca all’interno della Chiesa di Sicilia una delle caratteristiche più forti e che ha avuto a cuore il card. Pappalardo nel compimento della sua missione pastorale come guida della Chiesa di Palermo". Lo sottolinea tracciando un ricordo dello scomparso arcivescovo emerito di Palermo, don Carlo Di Vita, direttore della Segreteria pastorale della Conferenza espiscopale di Sicilia (Cesi). "Ero un giovane sacerdote quando fu eletto arcivescovo di Palermo dice ma da subito notai in lui la voglia di far divenire propria del clero, con maggiore forza, l’esigenza del dialogo. Un’ansia pastorale della quale ebbi maggiore consapevolezza aggiunge – quando entrai nella commissione presbiterale e poi nella segreteria pastorale regionale". Quest’ultima è in Sicilia considerata ‘creatura’ di Pappalardo, da lui voluta e grazie a lui realizzata. "Pappalardo puntava la sua attenzione aggiunge don Di Vita sull’agevolare il clero nell’impatto con le novità del Concilio e conosceva bene le esigenze pastorali dei sacerdoti di Sicilia. Voleva una Chiesa capace di quell’intesa che sola poteva e ancora oggi può rispondere alle domande del popolo siciliano, che tra tante difficoltà e contraddizioni deve ogni giorno districarsi".