” “Per la diocesi di Padova, “impegnare il sindaco e la giunta comunale a istruire l’ufficio anagrafico affinché rilasci ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano richiesta l’ ‘attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli di matrimonio o parentela o affinità o adozioni o tutela o vincoli affettivi’ costituisce un’esercitazione inutile, visto che tale obbligo è già sancito dall’articolo 33 del regolamento n. 223/1989”. Ma ciò che in particolare preoccupa della mozione approvata dal Consiglio comunale, “è l’aspetto simbolico” si legge ancora nella nota, poiché “il messaggio che viene lanciato è molto forte ed è figlio di quella mentalità che vuole far passare un concetto di famiglia fondata solo su dei legami affettivi a prescindere dalla distinzione tra maschile e femminile e dal riconoscimento di diritti legati a doveri esplicitati reciprocamente e davanti alla società”. “Quando si accolgono richieste o pretese di individui o gruppi particolari si può oscurare quel bene comune che non è la somma dei beni particolari”. Di qui il richiamo alle parole pronunciate da Benedetto XVI a Verona sui rischi di destabilizzazione della famiglia fondata sul matrimonio. (segue)” “