"Inflazione, situazione di bilancio pubblico, stabilità del cambio, tassi d’interesse e compatibilità legislativa: con questi cinque criteri la Commissione analizza i progressi compiuti dai paesi Ue che intendono entrare nella zona euro. La "Relazione sulla convergenza 2006", pubblicata dall’Esecutivo, indica che "i progressi in vista dell’adozione della moneta unica nei nuovi Stati membri sono stati disuguali" e comunque nessuno soddisfa appieno i criteri di Maastricht. L’analisi resa nota oggi è la prima che considera i paesi aderenti all’Unione dal 1° maggio 2004. Secondo gli esperti di Bruxelles, "mentre la Slovenia in giugno già soddisfaceva tutti i criteri" e potrà quindi adottare l’euro dal prossimo anno, "gli altri paesi con deroga (Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Ungheria, Malta, Polonia, Slovacchia e Svezia) hanno registrato ritmi di progressione diversi". La Lituania non è inclusa nella relazione, in quanto il suo processo di convergenza è già stato valutato quest’anno, risultando non pienamente soddisfacente. Joaquín Almunia, commissario per gli affari monetari, spiega: "Sebbene il cammino verso l’euro si stia rivelando più difficile di quanto alcuni pensavano in origine, la ricompensa merita lo sforzo. In primo luogo poiché le politiche richieste sono auspicabili indipendentemente dall’euro"; in secondo luogo, perché "l’adozione della moneta unica consolida la stabilità macroeconomica necessaria per la crescita e l’occupazione".