TESTAMENTO BIOLOGICO:SCIENZA E VITA, "NON C’È BISOGNO DI UNA LEGGE PER EVITARE L’ACCANIMENTO TERAPEUTICO"

“Sostenere che il testamento biologico sia uno strumento finalizzato a evitare l’accanimento terapeutico distoglie l’attenzione dal vero obiettivo, che è quello di estendere la possibilità del dissenso anche verso terapie efficaci e proporzionate”. Lo ha detto Rodolfo Proietti, direttore del Dipartimento emergenza e accettazione del Policlinico Gemelli, intervenendo oggi a Roma alla conferenza stampa conclusiva della campagna nazionale “Né accanimento, né eutanasia”, promossa dall’Associazione “Scienza & Vita”. “Per evitare l’accanimento terapeutico – ha proseguito il relatore – i medici non hanno bisogno di leggi, devono semplicemente rispettare le indicazioni poste dalla medicina basata su prove di evidenza e rispettare i percorsi assistenziali suggeriti dalle società scientifiche”. “Saper trovare la cosa giusta da fare nelle diverse situazioni, senza cadere nell’abbandono o nell’accanimento terapeutico”. Consiste in questo, ha spiegato Giovanni Battista Guizzetti, responsabile delle unità operative per stati vegetativi del Centro don Orione di Bergamo, secondo il quale “è davvero sorprendente il tentativo in atto per convincerci che ciò che più temono i malati gravi e i disabili sia l’accanimento terapeutico. Essi invece temono l’abbandono”.