L’eutanasia è "un atto lesivo non solo della dignità della persona che muore, ma anche contrario all’etica professionale del medico”. Lo ha detto il genetista Bruno Dallapiccola, presidente dell’Associazione “Scienza e vita”, tracciando oggi a Roma un bilancio della campagna nazionale “Né accanimento, né eutanasia”, svoltasi in questi giorni in 50 città italiane per iniziativa dell’associazione. Il vero problema, ha puntualizzato Dallapiccola, “sta nella capacità di instaurare un vero rapporto con il paziente: il diritto di questi a decidere sul proprio corpo e la propria salute deve trovare un’adeguata risposta in una medicina accogliente e veritiera, che non abbandoni chi muore alla solitudine e alla disperazione, terreni fertili per la domanda di eutanasia”. Sulla necessità di un’informazione “accessibile a tutti, scientificamente fondata e veritiera” si è soffermata l’altra presidente di “Scienza & Vita”, Maria Luisa Di Pietro, rilevando che spesso il dibattito sull’eutanasia viene “forzato e manipolato”, in un clima culturale “troppo incline a rimuovere la sofferenza e la morte, dimenticando che queste esperienze sono parte integrante della vita di ciascuno”.