"Il periodo di riflessione: 18 mesi dopo?": l’Ue s’interroga a Bruxelles, nel corso di un forum sul "Futuro d’Europa", nel tentativo di "passare dall’analisi all’azione". Convocati dal presidente del Parlamento dell’Unione, Josep Borrell, e da quello finlandese, Paavo Lipponen, centinaia di politici, esperti di varie discipline e rappresentanti della società civile, si sono dati appuntamenti ieri e oggi per analizzare l’impasse seguito al "no" francese e olandese alla Costituzione e per "verificare i possibili passi in avanti come è stato detto ieri in Aula sulla strada dell’integrazione". Il primo incontro di questo tipo si era svolto l’8 e 9 maggio scorsi, ed era servito "per rilanciare, a livello nazionale, il dibattito sul futuro dell’esperienza comunitaria". Ieri si sono svolti tre gruppi di lavoro su altrettante tematiche: il futuro finanziamento dell’Unione, verso una politica energetica comune; il ruolo dell’Ue nella prevenzione dei conflitti. Oggi i risultati dei gruppi verranno esposti nell’emiciclo dell’Europarlamento e saranno commentati dal presidente di turno del Consiglio, il finlandese Matti Vanhanen e dal presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso. Lo stesso Vanhanen si farà carico di portare le conclusioni del dibattito al summit dei capi di Stato e di governo dei 25 del 14 e 15 dicembre.