"Recenti servizi giornalistici hanno coinvolto il nome di Capodarco, nella gestione di servizi sanitari esternalizzati a Roma e nel Lazio. I resoconti hanno confuso la Comunità Capodarco di Roma onlus e la Cooperativa Capodarco sociale. Tale confusione vuole generare un comune coinvolgimento delle due realtà che non c’è". Così mons. Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, in comunicato diffuso nel XIII seminario di "Redattore Sociale", chiusosi ieri a Capodarco di Fermo. "La Comunità di Capodarco di Roma onlus spiega non ha mai partecipato ad appalti di esternalizzazione di servizi. È un’associazione non lucrativa con propri soci e un proprio consiglio di amministrazione operante nella formazione e nella riabilitazione a Roma, dove è nata nel ’72 in seguito all’esperienza della Comunità di Capodarco di Fermo. La Cooperativa Capodarco si è costituita con proprio statuto, partendo dall’esperienza di Capodarco nel ’75. Ha una base associativa propria e un proprio consiglio di amministrazione. Il suo intento principale che persegue in autonomia, è l’inserimento lavorativo dei disabili. Rispetta le regole dell’inserimento di persone svantaggiate ed ha raggiunto ottimi risultati. Purtroppo conclude – la parola Capodarco è una località delle Marche e non è possibile sottoporla a registrazione né a copyright".